Derattizzazione

Quale che siano le condizioni generali e particolari della zona o dello stabile infestato, la Ecofly SrL garantisce l’assistenza di un’azienda dinamica e moderna in grado di produrre risultati significativi in tempi ridotti a prezzi ragionevoli, poiché vanta lunga esperienza nel campo specifico ed adotta tecniche e strategie applicative di assoluta avanguardia, non ultima, quella brevettata per strumenti e mezzi innovativi, che consente di operare efficacemente pur salvaguardando i criteri espressi nelle ordinanze emanate dal Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, in data 19 marzo 2009, 14 gennaio 2010, 10.02.2012, 14/01/2014, 10/02/2015 e 13/06/2016 inerenti formulazione ed utilizzo dei prodotti nonché le garanzie di sicurezza previsti per specie No Target;

Raccomandazioni utili:

Tecniche di “rat proofing”, da adottare per scongiurare i casi di infestazione, rendendo gli edifici, a prova di topo:

  • Rendere difficoltoso ogni possibile accesso con verifiche ai muri perimetrali, controllo / sigillatura ingresso cavi elettrici;
  • Chiudere tutti i buchi di probabile accesso (i muridi possono passare anche attraverso fori di 7-8 mm di diametro);
  • Apporre pozzetti sifonati adeguati agli scarichi fognari posti a livello di suolo.
  • Predisporre grate alle caditoie di scolo di larghezza tale da non consentire il passaggio ai muridi;
  • Chiudere ogni passaggio, anche con zanzariere, ai vani deposito e cantine;
  • In caso di lavori che interessano le fogne, chiudere i varchi ad ogni fine lavoro con teli e mezzi adeguati  onde evitare la fuoriuscita dei muridi

Dopo avere attuato le tecniche di “rat proofing”, occorre programmare una serie di interventi coordinati e complementari, che contemplino uso dei sistemi e mezzi più idonei, in rapporto alle condizioni ambientali, alla quantità e qualità dei rifiuti solidi presenti, alle condizioni della rete fognaria, qualità e condizioni delle aree confinanti, presenza di animali domestici, possibilità o meno di determinare una cinta o barriera protettiva periferica rispetto a tutta l’area da trattare, alla situazione climatica (le infestazioni murine sono più accentuate generalmente in autunno ed in primavera), inoltre, va considerato che anche in inverno, ca causa delle continue piogge, il livello delle acque nelle fognature e nei corsi d’acqua si innalza e quindi aumentano le infestazioni da parte dei roditori. In molte città europee si ha notizia di ratti che sono addirittura entrati nelle case provocando danni diretti che si sommano al grande rischio igienico-sanitario.

Descrizione:
La famiglia dei roditori comprende una grande quantità di esemplari, ma le specie che ci interessano (perchè nei nostri luoghi) sono principlamente tre:Rattus norvegicus, il Rattus rattus e il Mus musculus e presentano peculiarità che ne permettono la facile identificazione in particolare riguardo all’habitat, le caratteristiche fisiche e le abitudini alimentari.

Ratto (RATTUS NORVEGICUS):
Il Rattus norvegicus è uno dei ratti più diffusi e per questo, il più conosciuto, anche come surmolotto, chiavica, ratto grigio, ratto delle chiaviche, ratto marrone, pantegana.

Non è noto con certezza il motivo per cui venga identificato come Rattus norvegicus (ratto norvegese), dal momento che esso non è originario della Norvegia, ma una possibile spiegazione, è dovuta al fatto che la sua prima identificazione con tale nome risale al libro “Profili della storia naturale della Gran Bretagna” del 1769, nel quale il naturalista John Berkenhout racconta del suo arrivo sull’isola attraverso navi norvegesi.
Dall’Asia raggiunse l’Europa continentale intorno al 1727, mentre le isole britanniche attorno al 1739.
Tali migrazioni, essendo avvenute in tempi molto brevi, hanno avuto particolare impatto nella quotidianità di allora. Testimonianza di ciò è la favola del Pifferaio magico, dove la città di Hammelin è infestata rapidamente dai ratti.
Oggi si ritiene che tale animale sia originario della Cina, dalla quale si è poi diffuso in tutti i continenti, fino a diventare il ratto più frequente in Europa ed in parte del Nord America. L’habitat dell’animale si sovrappone a quello umano. La presenza di ratti nelle città, infatti, è elevatissima.
Il ratto norvegese, più forte di quello nero , preesistente, ha ben presto scacciato questi dalle città, spingedolo a rifugiarsi in campagna, obbligandolo a una vita arboricola.
La selezione artificiale ha portato alla produzione di diverse razze di ratti da laboratorio, importanti organismi modello nella ricerca biologica: alcune delle razze più utilizzate sono la Wistar, la Sprague-Dawley e la Fisher. Diffusa è anche la vendita di ratti selezionati come animali domestici.

L’animale si presenta come un grosso topo con coda  lunga, filiforme e glabra. Le orecchie sono simili a quelle del moscardino. La lunghezza è molto variabile (dagli 8 ai 30 cm); il peso si attesta solitamente intorno ai due etti. La vita media del R. norvegicus in natura è di due anni (quattro in cattività).

Ratto nero o dei tetti (RATTUS RATTUS)
Il ratto nero o ratto comune (Rattus rattus Linnaeus, 1758) è un mammifero roditore appartenente alla famiglia dei Muridi, diffuso in Europa, Africa, Asia e Indonesia.

Rattus rattus è stato distinto in passato in tre sottospecie:

  • Rattus rattus rattus, completamente nero sul dorso, nero o grigio scuro sulle regioni ventrali;
  •  il R. r. alexandrinus, marrone dorsalmente e grigio sul ventre;
  •  il R. r. frugivorus, marrone sul dorso e bianco o color crema nelle parti inferiori.

Che siano solo tre sottospecie e non tre specie diverse è dimostrato dal fatto che nell’Europa centro-meridionale esse vivono insieme, dando vita a vari incroci, tanto da dare origine alle più svariate gradazioni di colore. Proprio per la difficoltà di distinguere queste sottospecie l’una dall’altra, oggi si tende a considerare il ratto nero una specie monotipica.

Rattus rattus viene comunemente chiamato ratto delle navi per distinguerlo dal ratto delle chiaviche (Rattus norvegicus), anch’esso chiamato a volte ratto nero, dal quale però si differenzia per la struttura più slanciata e per le orecchie completamente nude, contrariamente a quelle, ricoperte di sottili peli, del ratto delle chiaviche.
La lunghezza del corpo, compresa la testa, è di 16-23 cm, mentre la coda spelata e con anelli di scaglie è lunga sui 25 cm. Il peso è molto variabile, ma può raggiungere i 250 g.
Sul dorso la pelliccia è grigio scura o grigio nero, spesso con sfumature leggermente azzurrognole, ma non di rado anche grigio-marroncina o nerissima; sul ventre è cenerina scura.
È caratterizzato da orecchie grandi, sottili, nude e color carne, lunghe la metà della testa, le quali, tirate in avanti, arriverebbero a toccare il margine superiore dell’occhio.
Il muso appuntito sporge considerevolmente al di là della mandibola e le vibrisse sono lunghe e nere. Le zampe sono nude e la parte inferiore dei pollici presenta anelli a forma di scaglie, mentre su ogni zampa si trovano nella regione plantare cinque cuscinetti in corrispondenza delle dita. Gli alluci delle zampe anteriori sono ridotti a semplici tubercoli.

Probabilmente il ratto nero è originario dell’Asia e raggiunse l’Europa occidentale con le navi che facevano ritorno dalla Terra Santa durante le crociate, circa sei secoli prima dell’arrivo del ratto delle chiaviche. Subito dopo l’Europa fu sconvolta dalla «Morte Nera», la peste bubbonica provocata da batteri trasportati dalle pulci che vivono fra il pelame di questo ratto. Ora, tale animale è diffuso in tutto il mondo, anche se preferisce i climi più caldi, ove si riproduce molto più rapidamente.
Il ratto nero è, più cittadino del ratto delle chiaviche e vive normalmente nei grandi porti commerciali e sulle navi, anche se attualmente le severe norme di derattizzazione sulle navi hanno ridotto in massima parte i viaggi clandestini di questo roditore. Ormai vive, almeno nei paesi industrializzati, limitatamente ai porti e alle grandi città collegate ai porti di mare attraverso canali. Esperto arrampicatore, lo si ritrova spesso anche nei piani superiori dei magazzini di merci portuali; è attivo anche di giorno, seppure di abitudini principalmente notturne.
In molte regioni, questo ratto è stato sopraffatto dal ratto delle chiaviche, ma non perché questo sia più feroce dell’altro, ma per una semplice questione di sopravvivenza dovuta alla scarsità di spazio vitale e di cibo. Nelle zone rurali di alcune regioni tropicali le due specie condividono lo stesso habitat e, anzi, nelle zone tropicali è il ratto nero ad aver vinto la lotta per la sopravvivenza, ad eccezione, stranamente, di alcune zone portuali.

Alimentazione:
Al pari del ratto delle chiaviche, il ratto nero è onnivoro e mangia qualsiasi cosa possa digerire. È particolarmente ghiotto di cereali e di grano che mangia riuscendo ad introdursi nei silos portuali, provocando seri danni nel contaminarli con i suoi escrementi. Anche se tutti i ratti sono pericolosi alla nostra salute per la loro abitudine di vivere in mezzo alle immondizie, questo ratto è più pulito di quelli delle chiaviche sia per il modo di nutrirsi che per le sue abitudini di dedicare un certo tempo alla toilette meticolosa delle zampe e del pelo.

Riproduzione:
La riproduzione avviene durante tutto l’anno con punte massime in estate e, più raramente, in autunno. La femmina fa incetta di una gran quantità di materiale adatto per la costruzione del nido, quali stracci, carta e paglia per allevarvi dalle tre alle cinque nidiate l’anno. Nei paesi
mediterranei ed in India, ove il ratto vive maggiormente all’aperto, di solito nidifica sugli alberi. Dopo un periodo di gestazione di 21 giorni partorisce in media 7 piccoli; il numero però è variabile da 5 a 10, completamente spelati, rosei, ciechi e sordi. Questi diventano sessualmente maturi a tre o quattro mesiTopolino domestico (MUS MUSCULUS)

Il topo comune (Mus musculus LINNAEUS, 1758) è un piccolo mammifero roditore della famiglia dei MURIDI. Viene anche chiamato topo domestico, per differenziarlo dal topo selvatico (Apodemus Selvatycus).

Si tratta della specie di gran lunga più diffusa del genere MUS, rappresentato nel mondo da una quarantina di specie: il topo domestico si può infatti trovare comunemente in quasi tutti i paesi del mondo, spesso al fianco dell’uomo, che involontariamente gli procura vitto ed alloggio, ma non sempre in armonia con esso, in quanto i topi possono arrecare danni anche ingenti alle colture ed alle dispense di cibo, oltre a rendersi vettori di una serie di malattie, come la  LEISHMANIOSI.